giovedì 4 febbraio 2016

L'Isis non rappresenta né l'Islam né i musulmani, nel seminario di studi del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari

l'Isis non rappresenta né l'Islam né i musulmani, nel seminario di studi del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari
BARI - “Nel caso dell’Islam non è la religione che ha portato la guerra ma sono i musulmani che hanno generato il conflitto. Non bisogna confondere i principi della religione (che sono di per sé sani) con coloro che li applicano in modo errato. Non abbiamo mai sentito che il sole si è scontrato con la luna o il mare con i monti, il Creato viaggia in modo perfetto. Solo l’uomo (che ha avuto il libero arbitrio) ha da sempre deciso di accettare o rifiutare il rispetto delle regole. Dunque è l’uomo che liberamente decide se costruire pace o guerra e quindi distruzione”.
E’ cominciato così l’intervento di Sharif Lorenzini, presidente della Comunità Islamica d’Italia, portavoce ufficiale del Consiglio Islamico Supremo dei Musulmani in Italia (Cismi), nonché vicepresidente del Consiglio Supremo dell’Islam in Italia (CSI) in occasione del seminario di studi organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari (in collaborazione con il movimento regionale MURO) nell’ambito delle iniziative previste nella settimana mondiale dell’armonia interreligiosa. Un incontro aperto a docenti, studenti universitari e del liceo linguistico Guido D’Arezzo di Ruvo di Puglia e rappresentanti di varie fedi religiose (oltre ai musulmani anche ebrei, protestanti, ortodossi e cattolici) per riflettere sull’uso e abuso della religione. Diritto, religione e cultura diventano strumenti per resistere alla divisione e diffondere pace e armonia.
“Da portavoce di coloro che rappresentano l’Islam in Italia – ha esordito Lorenzini - posso affermare innanzitutto che l’Islam è una religione nata 1438 anni fa. Basta leggere i libri di storia e capire come ha portato civiltà e la realizzazione delle prime università anche in Europa, vivendo e convivendo con culture diverse e conservando le culture e le religioni del posto proprio perché, di fatto, costituisce un sistema integrato di vita. Dio, nell’Islam, Allah, propone un sistema di concezione e conduzione che va in questa direzione: esistono dettagli precisi di ogni aspetto della vita dell’uomo, a cosa serve e qual è il ruolo dell’essere umano sulla terra (perché vive, cosa deve raggiungere) da quando nasce a quando cessa di vivere, sia dal punto di vista sociale, sia da quello economico e politico. I principi fondamentali dell’Islam sono la tutela e la salvaguardia della vita umana e della libertà di agire, della proprietà privata e della purezza della discendenza. Allora l’Islam può mai essere fonte di guerra o di terrorismo? Come ogni religione sana, Dio (Allah) non può volere il male dell’umanità perché se ha fatto vivere l’uomo sulla terra è per costruirla e per raggiungere l’equilibrio sia interiore, sia esteriore insieme agli altri senza nessuna discriminazione né di carattere razziale e religioso perché spetta solo a Dio il giudizio universale. 
Il conflitto di oggi che ha come scenario un epicentro concentrato in Medio Oriente ha radici lontane nel tempo (non legato agli ultimi eventi) ma bisogna discernere tra verità, pubblicamente diffuse e quelle riservate, celate – ha spiegato Lorenzini - noi siamo in possesso delle fonti di informazioni che arrivano da determinate autorità. Oggi si parla di Isis, di sciiti, sunniti, di terza guerra mondiale e di ridisegno di regioni geopoliticamente: notizie che vengono diffuse in un certo modo. Ma dov’è la verità? Un piccolo gruppo di persone, oggi chiamato Isis, e formato da gente prevalentemente impreparata da un punto di vista culturale, sia religioso e militare può essere in grado di diffondersi in un’area geografica così estesa che va dall’Iraq alla Siria? Io me lo chiedo per primo… Oggi si sente parlare di Isis in nord africa, in Egitto, Libia e anche in Europa ma neppure le super potenze internazionali sono riuscite ad espandersi in passato in così poco tempo. Quindi, una mente lucida è legittimata a mettere in forte dubbio le ipotesi che parlano di Isis come una minaccia mondiale. E’ stato così anche per Al Qaeda ma poi si è scoperto che tutto aveva un’altra verità, altri progetti. Quindi –ha continuato Lorenzini – mi sento di dire che ci sono le verità pubbliche ma sicuramente anche quelle che non conosciamo e che sicuramente scopriremo tra qualche anno. 
Sicuramente l’Isis non rappresenta né l’Islam, né i musulmani –ha aggiunto Lorenzini - anzi è un fenomeno molto particolare e innovativo perché secondo le ipotesi di chi lo definisce un gruppo costruito ad arte Isis è una combinazione fantastica tra adoratori di Allah e nemici di Allah. I capi non sono altro che ex uomini di Saddam Hussein, che quindi non credono in Dio. Quindi, come possono governare un’organizzazione di tipo religioso o addirittura lo Stato Islamico? In un momento di conflitto sicuramente sono importanti le alleanze. Allora ci chiediamo: Isis con chi è alleato? E chi sono i nemici dell’Isis? Ciò che si sta facendo con l’Isis non è altro che ciò che si è fatto con Saddam Ussein, scoperto e catturato in una buca sottoterra. Così come si è riusciti ad individuare lui così potente perché i sofisticati mezzi di investigazione oggi non riescono a bloccare questo piccolo gruppo di persone che si fanno chiamare Isis? 
Ciò che compie oggi l’Isis nel mondo – ha ribadito Lorenzini - fa spaventare tutti e in particolare i musulmani che sono presi di mira da questo gruppo e ciò che deve farci riflettere è quello che noi dobbiamo fare per fermare ciò che sta accadendo nel mondo. E tutto questo può trovare risposta solo nell’unione di intenti per non diventare preda dei tentativi di divisione sociale di chi vuole governare secondo la logica di “divide et impera”.

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