venerdì 4 dicembre 2015

Una scoperta che riscrive la genealogia della specie umana. All'Università degli Studi dell’Insubria c'è Margherita Raineri

Una scoperta che riscrive la genealogia della specie umana. All'Università degli Studi dell’Insubria c'è Margherita Raineri
VARESE - Scienza e fantascienza: riscrivere la genealogia umana? Un incontro, Varese 9 dicembre 2015, Università Insubria. Ultima tappa per il ciclo di appuntamenti “Scienza e Fantascienza”: mercoledì 9 dicembre dalle ore 18 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi dell’Insubria di via Ravasi 2 a Varese è in programma l’incontro “L’anfiosso, chi era costui? Una scoperta che riscrive la genealogia della specie umana”, con Margherita Raineri, ricercatrice di Biologia dell’Università di Genova. «Concludiamo con un incontro davvero speciale, che è scienza pura, ma per certi aspetti sembra davvero fantascienza – sottolinea il professore Paolo Musso, docente di Filosofia della Scienza e ideatore del ciclo di appuntamenti - Margherita Raineri è infatti una ricercatrice di Biologia dell’Università di Genova, che non ha mai fatto parte di nessun grande progetto di ricerca ed è praticamente sconosciuta anche nel suo ambiente, eppure da anni afferma, secondo me con buone ragioni, di aver fatto una scoperta rivoluzionaria: l’anfiosso, una specie di pesciolino preistorico da sempre ritenuto il capostipite dei cordati, da cui discendono i vertebrati e quindi anche l’uomo, non sarebbe affatto un cordato, per cui tutta la nostra genealogia sarebbe da riscrivere.
L’equivoco sarebbe nato da un banale vetrino di microscopio rovesciato per errore, che avrebbe indotto a scambiare per l’embrione della spina dorsale quella che in realtà è una struttura ventrale. La cosa davvero incredibile tuttavia non è questa, bensì il fatto che nessuno se ne sia mai accorto, nonostante l’anfiosso sia tuttora studiato in quasi tutti i laboratori di biologia. La dottoressa Raineri ha presentato i suoi argomenti in molti articoli e congressi internazionali senza che nessuno sia stato finora in grado di contestarli e ricevendo anzi molti consensi in privato (perfino da parte del mitico Stephen Jay Gould), ma a livello pubblico nessuno si è ancora voluto pronunciare in suo favore, neanche dopo il recente sequenziamento del DNA dell’anfiosso, che sembra dare ulteriore supporto alla sua tesi. Oltre a ciò, la dottoressa Raineri, partendo dalla sua esperienza e da come è giunta alla sua scoperta, aggiungerà alcune considerazioni di grande interesse sull’importanza della storia della scienza per la ricerca scientifica (un aspetto che oggi si tende sempre più a trascurare e che invece è della massima importanza, anche per l’insegnamento), nonché alcune critiche a certi aspetti del darwinismo, che all’interno della comunità scientifica non è più da tempo un tabù inviolabile, come invece si tende a credere vedendo le cose attraverso la lente deformante dei talk show televisivi, dove spesso sembra che l’unica alternativa sia tra due opposti integralismi, quello del darwinismo duro e puro e quello del creazionismo».
“Scienza & Fantascienza” tornerà il prossimo anno con una serie di incontri dal titolo: “Tu, robot: l’intelligenza artificiale tra fantasia e realtà”.
«L’ho scelto – continua Musso - perché si tratta di un settore in fortissimo progresso, dove davvero la fantascienza sta almeno in parte per diventare realtà, ma anche per mostrare quanto siano falsi (nonché autolesionistici) i luoghi comuni sul presunto basso livello della ricerca nel nostro Paese. In realtà l’università italiana ha tutte la carte in regola per essere leader a livello internazionale e l’unica cosa di cui ha bisogno sono più risorse e meno burocrazia, come dimostra proprio la robotica, campo in cui siamo secondi al mondo dopo il Giappone, grazie soprattutto all’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, i cui ricercatori saranno tra i protagonisti dei nostri incontri».

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