mercoledì 2 dicembre 2015

Walter Tocci scrive "La scuola, le api e le formiche. Come salvare l'educazione dalle ossessioni normative"

Walter Tocci scrive "La scuola, le api e le formiche. Come salvare l'educazione dalle ossessioni normative"
ROMA - Giovedì 3 dicembre, ore 17,30, Walter Tocci presenta il volume "La scuola, le api e le formiche", Donzelli editore 2015. Domani presso l'Istituto Galileo Galilei, via Conte Verde, 51, Roma, presentazione del libro di Walter Tocci "La scuola, le api e le formiche. Come salvare l'educazione dalle ossessioni normative (Donzelli Editore). Ne discutono con l'autore Gianni Amelio, Tullio De Mauro, Simona Flavia Malpezzi, coordina Saul Meghnagi. «In natura ci sono due comunità operose: le formiche che curano la vita in comune e le api che scrutano nuovi paesaggi. Ecco una sorta di manuale per i riformatori dell’istituzione scolastica: formicai accoglienti per le domande dei giovani, per i migranti, per gli adulti che tornano a studiare. E favi sapienti, alimentati dalla curiosità per il nuovo mondo e dalla creatività della didattica. Sono questi i mondi vitali che salvano l’educazione dalle ossessioni normative. Così sono maturate le buone opere e i giorni migliori della scuola italiana. per editto è venuto ben poco».
La «Buona scuola» è una riforma mancata, ma una riforma mancata non è affatto innocua. Essa delude per la scarsità di proposte davvero innovative e va ad alimentare la sfiducia per gli insuccessi di tutte le leggi approvate nell’ultimo ventennio. Ha il difetto di complicare la vita delle scuole senza risolverne i problemi strutturali: la diseguaglianza nell’accesso e nell’esito dell’istruzione, soprattutto nel Mezzogiorno; la struttura dei cicli vecchia e ridondante, che costringe i giovani a rimanere a scuola un anno in più, perdendo nelle superiori i buoni risultati raggiunti dalle elementari; la regressione degli apprendimenti negli adulti che colloca l’Italia agli ultimi posti, altro che «superpotenza» culturale. Ci si poteva attendere una risposta coraggiosa a tali questioni da una classe politica giovane che ha mostrato una volontà di cambiamento. Invece, si è scelto di procedere lungo la strada già tracciata dai governi precedenti. All’enfasi comunicativa sulle riforme epocali sono seguite sempre alluvioni normative che hanno ostacolato le migliori esperienze didattiche. Nei venti anni di tentativi si sono sedimentati luoghi comuni e vincoli ideologici che hanno frenato fino a oggi una vera azione riformatrice. Se ne discute in queste pagine suggerendo una via d’uscita difficile e ancora incerta, ma alla ricerca di un diverso discorso di riforma, che coinvolga le energie e le intelligenze migliori di cui il nostro sistema dell’istruzione dispone. una spinta creativa che ha sempre portato frutti, mentre la decisione tranciante dall’alto ha finora portato ben poco. La domanda di fondo è come mettere in grado il sistema educativo di assolvere nell’Italia di oggi ai compiti repubblicani: rimuovere le diseguaglianze, rielaborare la didattica di fronte alle sfide del nuovo mondo, accordare il tempo della scuola e il tempo della vita, ripensare la scuola come istituzione.
Walter Tocci è senatore della Repubblica. Nella sua qualità di membro della Commissione parlamentare per l’Istruzione ha partecipato – in posizione di primo piano e in dialettica con la maggioranza del suo partito – alla discussione sulla legge per la scuola del governo Renzi. È stato vicesindaco di Roma e assessore alla Mobilità. Ha accompagnato il lungo impegno politico con una produzione culturale che riguarda le politiche urbane, i temi politico-istituzionali e la cultura scientifica.

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