venerdì 13 novembre 2015

Bando Prin: procedure semplificate e apertura ai ricercatori a tempo determinato, disponibili 92 milioni di euro

Bando Prin: procedure semplificate e apertura ai ricercatori a tempo determinato, disponibili 92 milioni di euro
ROMA - Ricerca, 92 milioni per quella di base. Online il nuovo bando Prin: procedure semplificate e apertura ai ricercatori a tempo determinato. Giannini: “Investiamo sui giovani e puntiamo sulla ricerca di eccellenza”. Novantadue milioni di euro per finanziare la ricerca di base delle Università e degli Enti vigilati dal Miur. Li mette a disposizione il nuovo bando Prin (Progetti di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale) online. Più risorse rispetto al bando precedente, possibilità di conferire la responsabilità del team di ricerca anche ai ricercatori con contratti a tempo determinato, più flessibilità e autonomia nella gestione dei progetti, procedure di partecipazione on line sono fra le principali novità.
Il Prin 2015 “punta a favorire il rafforzamento delle basi scientifiche nazionali, anche per consentire una più efficace partecipazione del nostro Paese ai bandi del nuovo Programma Quadro dell’Unione Europea, Horizon 2020. Vogliamo stimolare e promuovere le nostre eccellenze puntando sui giovani, coerentemente con quanto faremo con il nuovo Programma Nazionale della Ricerca”, sottolinea la ministra Stefania Giannini.
I progetti potranno essere presentati a partire dal 12 novembre e fino alle 15 del 22 dicembre prossimi. I Comitati di selezione si insedieranno a gennaio 2016. Nel corso dell’estate 2016 saranno indicati i progetti vincitori del bando. Entro ottobre 2016 saranno erogati i finanziamenti.
Tre i macro-settori di riferimento: Scienze della Vita (LS), Scienze Fisiche e Ingegneria (PE) e Scienze Umanistiche e Sociali (SH). Il finanziamento totale è di 91.908.209 euro. Ogni progetto potrà avere un costo massimo di 1 milione di euro. Il budget totale è distribuito fra i tre settori secondo queste percentuali: i settori Scienze della vita e Scienze Fisiche e Ingegneria avranno ciascuno il 35% del finanziamento (pari a 32.167.873 milioni). Il 30% (27.572.463 milioni) andrà al settore delle Scienze Umanistiche e Sociali.
La valutazione sarà semplificata: avverrà in un’unica fase. È prevista una maggiore elasticità nelle procedure di spesa dei fondi, con la possibilità di integrare la rendicontazione di fine progetto anche l’anno successivo alla scadenza del progetto stesso. Organismi di ricerca privati potranno per la prima volta essere coinvolti con l’inserimento di una sub-unità di ricerca all’interno del progetto, sotto il controllo del Principal Investigator (il coordinatore del progetto).

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